Considerazioni dell’ ing. Sauro Pasini

Ecco il commento dell’ ing. Sauro Pasini alla risposta della Pistoia Compost e di seguito gli appunti nelle varie pagine della stessa. Seguira’ la risposta ufficiale da inoltrare in Regione insieme agli altri documenti .

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Non la vedo facile! L’impianto che descrivono, sulla carta, è il top della tecnologia non sarà semplice affondarli. Ho fatto un po’ di commenti distribuiti nel testo, che ora ti sintetizzo … sono, tra l’altro, di un’arroganza incredibile!

Punti d’attacco:

Il territorio subisce già un impatto significativo per l’inquinamento causato dalle attività industriali presenti: aggiungere qualcosa, che tra l’altro ha a che fare con i rifiuti, può essere non accettabile. Da nessuna parte ho trovato riferimento a quello che mi dicevate, e che può essere utile, sulla valenza di riserva naturale del fiume, che non può accettare nessuna ulteriore immissione di inquinanti.

Gestione delle acque: è l’unico punto di attacco serio che abbiamo in mano! Le quantità di acque che girano in un impianto di quel tipo sono significative ed operarlo senza possibilità di scarichi esterni lo vedo molto difficile. Nel progetto era previsto di scaricare le acque dell’osmosi nel fiume (27 t/giorno, tante). A valle dei commenti ricevuti hanno scritto che le ricircolano nell’impianto … e l’hanno scritto almeno una decina di volte, ma gli schemi di impianto non sono cambiati e non lo vedo possibile! Non ho avuto tempo di controllare il bilancio globale delle acque (lo dovete chiedere!!!), ma secondo me non hanno i volumi sufficienti (come vasche), per gestire il ricircolo di questa corrente. Hanno poi vasche per contenere solo i primi 15 mm (5 mm di acque sporche e 10 mm di acque di seconda pioggia)  il resto va direttamente nel fiume. Se l’intensità di pioggia è elevata (tipo bomba d’acqua) il grosso, sporco compreso, va nel fiume. Per questo sarebbe importante trovare i dati orari di piovosità dell’area!

Odori: la modellistica della diffusione degli odori lascia a desiderare , ma non è così grave.

Il problema è che sulla carta possono scrivere quello che vogliono, bisognerà poi vedere cosa faranno veramente! L’impianto, tra l’altro, è il top tecnologico, c’è pure il recupero della CO2, chissà quanto costa? E non sarà assolutamente semplice esercirlo.

Fammi sapere che cosa succederà, come incontri: conterei anche sul “not in my back yard” (non nel mio cortile), penso che i cittadini locali possano avere una voce in capitolo importante. Se andiamo sul tecnico, l’unica speranza sono le acque.

COMMENTO DELL’ ING. PASINI ALLA RISPOSTA DELLA PISTOIA COMPOST

( IN GRASSETTO)

PG1

Il progetto nasce a seguito della messa all’asta da parte del Tribunale di Pistoia del compendio immobiliare per il fallimento della società “Sistemi Biologici srl” gestore dell’impianto di compostaggio fino al 2016.

In data 30/05/2017 la Regione Toscana ha effettuato la revoca dell’AIA con Decreto Dirigenziale n.7373 della “Direzione Ambiente ed Energia, Settore bonifiche, autorizzazione, rifiuti energetiche”.

L’impianto in cui si svolgevano le attività di trattamento aerobico della FORSU erano mirate alla produzione di compost.

La gestione dell’ impianto presentava alcune criticità

PG2

e realizzare inoltre delle addizioni volumetriche per mantenere al chiuso in ambienti depressi sotto biofiltro le seguenti attività:

Con questa modifica di processo sostanziale siamo perfettamente in linea con quanto previsto dalle direttive europee in materia di economia circolare dei rifiuti, ottenendo alla fine del processo 3 nuovi prodotti da immettere nel mercato, quali biometano, CO2 e compost di qualità. Dalla planimetria GEN 00.00 si evince chiaramente che l’ impianto non si trova isolato ed immerso nella natura ma è circondato da altre attività industriali/commerciali,che rappresentano il vero tessuto economico dell’area e cioè l’estrazione degli inerti di pregio, le quali determinano impatti rilevanti sull’ambiente (aria/suolo/acqua) molto più importanti di quelli del futuro impianto.

SAURO.PASINI. Discorso assolutamente non accettabile. Non è che se qualcuno vicino a te inquina, tu puoi pensare di inquinare. Sarà un problema della regione mettere a norma gli altri insediamenti industriali

Il livello di comparazione quindi non potrà essere lo zero ma quello che deriva dalla reale situazione dei luoghi

S.P. Non sono un esperto ambientale, ma direi che anche questa non è accettabile: il riferimento è quello che la legge prevede per quell’area, che naturalmente sarà quello che sta scritto anche nelle AIA degli altri impianti esistenti. Se gli altri non rispettano l’AIA, è un problema che non deve avere alcuna influenza sui limiti che ti vengono imposti.

dell’ intorbidimento delle acque del torrente Lima dovremmo considerare che le attività della zona versano nel Torrente Lima acque non regimate e non controllate quali sono quelle meteoriche che trascinano inerti oli ed idrocarburi, derivanti dalle attività che si svolgono nei depositi inerti e nel ristorante oltre che dell’ edificio immediatamente a valle del nostro impianto e della Statale SS12

S.P. Mi ha già fatto girare le palle! Non puo’ appellarsi al fatto che esiste già un inquinamento, che, intanto, non si sa se esiste, in secondo luogo è fuori legge e quindi andrebbe eliminato … ma sono tutti problemi delle autorità locali, che nulla devono incidere sul suo procedimento!

Una considerazione risulta evidente e cioè che i comuni di Piteglio e di Bagni di Lucca abbiano nel passato concesso di installare una serie di attività “sporche” ai confini dei loro territori a cavallo del Torrente Lima.

S.P. Insisto … non c’entra nulla!! lui deve guardare i problemi a casa sua!!

Ultima doverosa comunicazione per conoscere lo stato dell’ ambiente circostante l’impianto è la presenza di una tubazione in acciaio, DN 1800 circa, posata nel sub alveo del Torrente Lima, della lunghezza di circa 5 km, che parte a circa 500 ml a valle del ponte sospeso di Popiglio ed arriva in prossimità dell’ impianto dov’è presente una centrale idroelettrica. Questa tubazione agisce da presa dell’ acqua per azionare le turbine per produrre energia elettrica, e poi scarica la stessa a valle modificando l’ habitat fluviale proprio nel tratto che viene richiesto di studiare nel contributo della Regione Toscana Dipartimento Tutela della Natura.

S.P. Si vede subito che sono dei b……..i, e come tali vanno trattati!! Una tubazione presente nel fiume probabilmente da decine d’anni non modifica un bel nulla e, in ogni caso, per dare il permesso ai tempi avranno fatto tutte le valutazioni ambientali necessarie.

Oltre all’inquinamento locale da marmettola, e all’inquinamento da deficit depurativo degli scarichi nel fondovalle del Serchio, il reticolo idrografico principale e secondario è negativamente condizionato dalla presenza di numerosi sbarramenti a fini idroelettrici e captazioni idriche e dagli elevati livelli di artificializzazione e urbanizzazione delle aree di pertinenza fluviale……”

S.P. La marmettola, sesiduo della lavorazione del marmo, è pulita!!! è solo del marmo fine, altera l’abitat, ma secondo me non inquina! Sta cercando di dire … tutto è una merda, posso inquinare anche io. Non funziona così: tutto è una merda, vediamo di pulire e non diamo permessi ad altri per inquinare!!

E’ chiaro che la situazione del torrente nel tratto che costeggia l’impianto è praticamente compromessa dalle azioni prodotte dalle turbine a monte e dalle attività di lavorazione degli inerti di fronte all’ impianto

S.P. Deve solo guardare a casa sua!!

Con il nostro progetto dimostriamo che è possibile svolgere l’attività di trattamento dei rifiuti con impatti poco significativi e soprattutto, se visti in relazione a quanto svolto dalla precedente gestione,

S.P. La precedente gestione non può essere un riferimento in nessun modo: gli hanno ritirato l’autorizzazione!

estremamente migliorativi da ogni punto vista, sia degli impatti sia per gli effetti della economia circolare

S.P.  L’economia circolare, se non è ambientalmente compatibile, se la può mettere dove dico io.

poiché riusciamo a ricavare dal rifiuto una serie di sottoprodotti “green” che altrimenti andrebbero dispersi e soprattutto con impatti non significativi per quello che c’è nell’ intorno.

S.P. Ma che dice, va a prendere rifiuti fuori e li porta lì, per l’ambiente in questione è sicuramente un aumento del carico inquinante. Se facendo questo pulisce fuori, è un problema che, di nuovo, non ha niente a che fare con l’AIA in questione!

PG4

I valori della modellazione sono stati poi comparati con le risultanze riportate in uno studio di ARPAT del 2016 in merito alle attività della allora società conduttrice dell’ impianto, poi fallita (Sistemi Biologici srl), forniti da ARPAT stessa ed allegati allo Studio Previsionale degli Impatti Odorigeni (SPIO) (AMB 04.01).

S.P. Insisto, non ti devi confrontare con il passato, tra l’altro fuorilegge, ma con quelli che sono i limiti di legge.

Nella comunicazione della Regione Toscana Settore VIA,VAS,OO.PP., inviata come richiesta di integrazioni, viene più volte fatto riferimento alle attività ivi svolte dalla gestione Sistemi Biologici e che tutte le autorizzazioni rilasciate sono nulle poiché revocata l’AIA con Ordinanza Regionale nel 2017.

S.P. Confermo! Il riferimento non è il passato, ma quello che stava scritto, eventualmente, nelle condizioni imposte per il funzionamento, che però non sono state rispettate.

Peraltro, ancorchè, l’Aia fosse provinciale gli Enti che si erano espressi positivamente all’epoca sono i medesimi che dovranno rilasciare il parere anche su questo progetto

S.P. Questi sono proprio dei b…….i! Sai quante volte ci hanno ridotto i limiti alle nostre centrali, che sono sicuramente più pulite del suo impianto!! Ogni 3 o 5 anni, per legge!!! devi discutere una nuova AIA e se non la rispetti, ti chiudono! Le conoscenze in campo ambientale, soprattutto sulla pericolosità di certe sostanze, o sul loro contenuto totale in ambiente, evolvono rapidamente e quindi, per tutti gli impianti vengono fatte delle revisioni dei limiti ambientali ogni tot (definito per legge). L’AIA della Sistemi Biologici non può essere un riferimento, per un fatto temporale (sono cambiate un sacco di cose nel tempo).

PG 5

Oltre alla differenze sui materiali oggetto di lavorazione facciamo presente che era consentito alla Sistemi Biologici srl lo scarico nel Torrente Lima delle acque di dilavamento contaminate mentre nel nostro progetto non lo è.

S.P. Insisto … altro mondo, altri tempi! Ora l’inquinamento è cresciuto (l’ha riconosciuto anche lui), nel Lima non si può aggiungere più nulla, per non avere un tracollo del suo habitat!

NON saranno versate nel torrente Lima i residui (permeato) del processo osmotico

S.P. Stronzate! Sono 27 t/giorno, non serve e non sanno dove metterlo e non hanno nemmeno i volumi per stoccarlo. Se si vanno a vedere gli schemi di impianto, ci sta scritto che andrà al corpo idrico!! E non mi sembra di aver visto dati sul suo contenuto di inquinanti. Si guardi lo schema dei flussi a pg. 12 della relazione di processo: va al corpo idrico. Nel testo hanno poi cambiato dicendo che va allo smaltimento, ma non è fisicamente possibile, non hanno i volumi per trattarlo. Hanno cambiato la frase, ma il processo non prevede che possa essere smaltito, infatti nel documento di processo non dicono nulla!!!

PG 6

Saranno recapitate nel Torrente Lima, tramite la tubazione attualmente esistente “ex Sistemi Biologici” le acque meteoriche non contaminate AMNC dei tetti degli edifici e dei manufatti oltre alle acque meteoriche dei piazzali successive alle AMSP

S.P. Hanno 200 m3 in totale di vasche. Sarebbe molto importante recuperare i dati di piovosità giornaliera di quell’area negli ultimi 2-3 anni.

PG 12

Per quanto già citato in premessa risulta difficile stabilire che tipo di animali vivano in quel tratto di torrente per ipotizzare delle difese degli stessi poiché l’habitat è sicuramente modificato a causa della presenza di una conduttura in subalveo che rilascia le acque utilizzate per muovere le turbine poco a monte, circa 50 ml, (vedi planimetria GEN00.00

S.P. Quanti anni fa hanno realizzato la tubatura? Ormai si dovrebbe essere stabilizzato un nuovo habitat, che non va alterato.

PG. 13

Nel Torrente Lima non sarà restituito nessun volume di acqua, di processo ne di altra natura se non quelle meteoriche non contaminate delle coperture e delle successive a quelle di seconda pioggia.

S.P. Non sembra plausibile. Come fanno a partire con l’impianto, aspettano di riempire le vasche con le pioggie? All’impianto serve diversa acqua per funzionare, e ne produce tanta. Con la scusa della condotta per le acque meteoriche, possono scaricare quello che vogliono. Devono dettagliare il bilancio dell’acqua, non torna dagli schemi (dove vanno le 27.5 t/giorno, permeato dall’osmosi inversa?). Dove la mettono ?

PG. 18/19

Nel nostro caso la realizzazione degli ampliamenti volumetrici non va ad intaccare il torrente, né sull’ alveo né sulle sponde, facendo rimanere tutto inalterato e tantomeno dall’impianto si vanno a recapitare o prelevare acque che potrebbero diminuire i livelli di qualità ed il mantenimento del deflusso minimo. Si ricorda che l’emungimento dell’ acqua è già autorizzato dalla Provincia di Pistoia ed è pari a 0.01lt/sec, solo per gli usi domestici, e che le acque che saranno recapitate sono solo quelle non contaminate delle coperture e dei piazzali dopo la seconda pioggia

S.P. Non può essere vero e non è, in ogni caso, quello che sta scritto nella relazione di processo: 25.AMB.02.01

Con il presente progetto di ampliamento non si va ad interessare per le attività dell’ impianto, il torrente Lima quindi viene conservato l’ ecosistema presente di qualunque natura sia, anche se lo stesso risulta modificato dalla presenza di una tubazione in subalveo al servizio della centrale idroelettrica poco a monte dell’ impianto.

S.P. Quella tubazione ormai fa parte dell’ecosistema e, in ogni caso, non introduce inquinanti nel fiume, cosa che avverrà sicuramente per scaricare le acque di lavaggio dei sistemi di pulizia fumi. E se gli si ferma l’evaporatore, cosa che succede spesso e volentieri, come gestiscono tutte quelle acque. Hanno fatto un HAZOP per definire cosa succede nell’impianto se vanno fuori servizio certi macchinari che possono guastarsi?

Sarebbe opportuno valutare se per i siti produttivi posti nelle immediate vicinanze dell’ impianto (cave e depositi inerti) posti nel territorio del Comune di Bagni di Lucca, ma di dimensioni e con impatti notevolmente maggiori, sono state effettuate verifiche similari considerato che anche questi sono in prossimità dei siti Natura 2000, e soprattutto che risultati hanno espresso in considerazione dell’ampiezza degli stessi

S.P. Hanno rotto le palle! Sono due problemi diversi … devono pensare a casina loro!

Si riporta a sostegno di quanto sopra asserito un estratto del Piano Paesaggistico della Regione Toscana Scheda d’ambito 03 Garfagnana e Val di Lima, punto 3.2 Caratteri Ecosistemici del Paesaggio dove viene rilevato che:

S.P. E’ la stessa cosa che sta scritta a pag. 12 … e che non serve sicuramente come giustificazione!!!

PG. 21

Verrà comunque modificata la definizione come nuovo impianto è non revamping

S.P. Cambia completamente il processo e la tecnologia utilizzata: è un nuovo impianto!

Rimangono valide comunque le considerazioni svolte in premessa che precisano cosa si intende per ambiente dove si va a collocare il nuovo impianto. Vanno considerato come insieme di attività anche molto impattanti quelle vicine quali sono le cave ed i depositi di inerti. Vedi tavola GEN00.00 . Gli impatti dell’ impianto devono quindi essere relazionati a quello che è la situazione reale in cui sono presenti impatti rilevanti per altre attività tutte nel comune di Bagni di Lucca in termini di:

S.P. Non mi risulta. Vale la proprietà additiva per l’inquinamento. Un’area può ricevere al max. tot inquinanti: se le attività esistenti hanno già saturato questo tot e non è prevista una riduzione del loro impatto, ogni nuova attività non può aggiungere più nulla. Non ha capito niente … più un’area è già inquinata, meno ho possibilità di aggiungere inquinamento!!! FUNZIONA AL CONTRARIO DI QUELLO CHE PENSANO … SPIEGATEGLIELO!!!

PG. 22

Non vengono indicate le caratteristiche del permeato derivante dal processo di osmosi poiché il concentrato solido verrà smaltito come rifiuto mentre il liquido viene reimmesso nel processo, senza impattare in alcun modo

S.P. Non è quello che sta scritto nella relazione di processo, non tornano le quantità, mi avanza un sacco di liquido … me lo bevo??

Si ribadisce che le acque di processo ed i residui della stessa non verranno sversati nel corpo idrico ma verranno riutilizzate nel processo ed i concentrati solidi portati a smaltimento. Viene quindi corretta la dizione riportata a pag 23 dello Studio Preliminare Ambientale che risulterà congruente con quanto riportato a pag. 59 della stessa.

S.P. Certo, possono scrivere quello che vogliono, ma nella descrizione dell’impianto non esiste la possibilità di fare quello che dicono!!

PG.23

ARPAT indica che l’affermazione riportata a pag. 28 non risulta possibile e cioè che non sia presente il criterio “condizioni climatiche e meteorologiche sfavorevoli alla diffusione degli inquinanti e degli odori ove condizioni in calma di vento e stabilità atmosferica ricorrono con maggiore frequenza” e rimanda, contraddicendo quello che è l’assunto espresso in premessa, a quello che sarebbe accaduto in passato con il precedente impianto.

S.P. Lo scrivono loro sulla relazione di impatto olfattivo: “Siccome nell’area in esame non sono presenti centraline meteo attive che consentano la raccolta di dati utili all’analisi, i dati meteorologici utilizzati per il sito, relativi all’intero anno 2018 sono stati ricavati da MAIND S.r.l. mediante la ricostruzione meteoclimatica con risoluzione spaziale di 4 km effettuata attraverso l’applicazione del modello climatologico WRF (WEATHER RESEARCH AND FORECAST ING MODEL di UCAR/NCAR University Corporation for Atmospheric Research”

L’affermazione del criterio si basa sui dati di ventosità rilevati dal sito della Regione Toscana dalla stazione del SIR più prossima, che sono stati peraltro utilizzati per la modellazione della diffusione odorigena

S.P. E’ la stazione di Cutigliano, 1220 m. I profili locali della valle ben difficilmente possono essere modellati correttamente con un riferimento che è così lontano. La ventosità locale della vostra valle è ben diversa: non mi fiderei molto di questi conti.

con riferimento a questa scala possiamo stabilire quindi che la condizione in calma di vento e stabilità atmosferica non è quella che ricorre con maggior frequenza

S.P. Cutigliano a 1220 m di altezza non è Tana Termini … mi viene da ridere!

Alle pagine 32/33 viene contestato che non sono “esplicitati i motivi di tale indicazione” riferita al criterio preferenziale in merito alla “localizzazione in aree ed insediamenti che per caratteristiche infrastrutturali, funzionali e logistiche consentano di minimizzare i carichi ambientali aggiuntivi

S.P. Bene, hanno presente il concetto dei “carichi ambientali aggiuntivi”

Alla pagina 33 viene contestato il criterio preferenziale indicato della intermodalità. In questo caso questo criterio era considerato in una accezione molto più banale, di quella indicata sarcasticamente

S.P. come si permette!!

Pg. 25

Si ribadisce che il refluo sarà riutilizzato in testa al processo mentre il concentrato sarà stoccato all’ interno dell’edificio e poi inviato a smaltimento.

S.P. Non esiste la componentistica per farlo. Voglio vedere il progetto di dettaglio. In tutti gli schemi riportati non è così.

Si ribadisce che il permeato risultante dal processo produttivo non sarà scaricato nel Torrente così come tutte le acque di processo.

S.P. Sarà la decima volta che lo scrive … excusatio non petita, accusatio manifesta

PG. 27

Si riporta a sostegno di quanto sopra asserito un estratto del Piano Paesaggistico della Regione Toscana Scheda d’ambito 03 Garfagnana e Val di Lima, punto 3.2 Caratteri Ecosistemici del Paesaggio dove viene rilevato che…

S.P. E’ la terza volta che lo riporta …

PG.36

Il risultato del processo di trattamento effettuato sui rifiuti potrà essere, giuridicamente, qualificato quale end of waste, infatti, il compostaggio aerobico produrrà ai sensi del D.Lgs. 75/2010 un Ammendante Compostato Misto con i parametri previsti dalla suddetta direttiva.

S.P. Se effettivamente funzionasse come l’ha descritto, ci sarebbe poco da dire.

PG.39

SISTEMA DI PURIFICAZIONE E LIQUEFAZIONE DELLA CO2

S.P. Top della tecnologia. Non credo esistano tanti impianti di questo tipo in Europa: fatevi dare una lista dei riferimenti

PG.46

Si riportano le possibili situazioni di malfunzionamenti impiantistici e quali sono le attività da mettere in atto, facendo presente che l’ impianto sarà sempre presidiato, con l’intervento immediato del personale oltre ad avere un sistema di PLC in automatico di controllo.

S.P. Questo è una versione semplificata dell’HAZOP di cui ti dicevo. Le risposte sono un po’ troppo semplici.

Vasche di stoccaggio rifiuti in ingresso

Scarico di rifiuto non conforme ai codici CER trattati

Contaminazione del rifiuto (F.O.R.S.U.)

Rimozione del rifiuto e svuotamento della dalla vasca

S.P. Bisogna andare a vedere bene nello schema di impianto che sistemi di stoccaggio hanno previsto per far fronte a queste evenienze

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